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Troppo poco...un altro pò?

Primo giorno della settimana di Reiki in ospedale. Mi è stato subito comunicato dalle infermiere, già prima che mettessi il camice, che ad attendermi c'era una donna che domani sarà operata per un neurinoma. La paziente era in tensione per l'intervento che durerà diverse ore, aveva appena letto il foglio di consenso informato che bisogna sottoscrivere per poter essere operati,  ne era rimasta sconvolta. Nel consenso informato ci sono elencate tutte le possibili conseguenze e rischi dell'intervento, non tralasciano nulla, quindi è difficile firmare senza aumentare la tensione. Quando sono stata operata io tre anni e mezzo fa, ho letto solo la prima delle quattro pagine del consenso, poi ho firmato senza pensarci su, altrimenti sarebbe aumentata l'ansia. In fin dei conti se non firmi non ti operano, quindi è inutile caricarsi di altra tensione, come diceva mia nonna "o mangi questa minestra o ti butti dalla finestra", i detti popolari sono sempre molto significativi. A fine trattamento la donna era più che rilassata, aveva sentito calore piacevole su tutto il corpo, in particolare alla testa. La prima cosa che mi ha detto è stata: troppo poco.. un altro pò? Non aveva voglia di alzarsi, ha dovuto raccogliere le forze per rimettersi in piedi. Domani non la vedrò, sarà  in sala operatoria, ma ha detto che se martedì prossimo sarà ancora lì, vorrà altro Reiki, è curiosa di sentire la differenza tra un trattamento prima e post intervento.

Secondo trattamento ad un uomo decisamente scettico, mi ha avvertita prima che non credeva a queste cose, dovrà affrontare un intervento alla testa. Nello stesso tempo però il paziente voleva sperimentare, insomma uno scetticismo aperto che ha dato i suoi frutti. Al termine della seduta infatti si è reso conto che qualcosa il Reiki lo fa. Aveva sentito energia sotto forma di calore, soprattutto in punti per lui nevralgici. Da buon scettico però voleva la spiegazione scientifica di quanto accade in una seduta di Reiki. Si possono dire tante cose su questa tecnica, in realtà ciò che preferisco comunicare  alla persone è "funziona, che importanza ha la spiegazione? L'energia va dove serve..." Non so se domani farà il trattamento bis, ma di certo gli  ho dato qualcosa su cui riflettere.

 

 

 

 

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