Reiki per tutti

Oggi avevo in lista tre trattamenti Reiki, ma le cose sono variate in corso d'opera.
Primo trattamento ad una donna calabrese venuta a Roma per farsi operare di neurinoma del nervo acustico. Domani è prevista la risonanza magnetica di controllo, poi potrà essere dimessa. Quando l'infermiera le ha proposto il Reiki, ha accettato subito, anche se non aveva la più pallida idea di cosa fosse. Il "piacevollssimo calore" come lo ha definito lei le ha donato una intensa sensazione di benessere, era così contenta che prima di ritornare in stanza mi ha prima preso le mani e poi mi ha abbracciata. Gli abbracci fanno sempre bene, sopratutto se sono fatti con il cuore come in questo caso.
Il secondo trattamento in lista era per una giovane donna che sarà operata domani, i parenti erano appena andati via, ma quando era pronta per seguirmi l'hanno chiamata per degli esami necessari all'intervento. L'ho attesa e cercata prima di andare via, ma ancora non era tornata in reparto.
Nel frattempo una donna mi ha fermata in corridoio, voleva informazioni, ma ho subito precisato di non essere un medico. In realtà voleva parlare proprio con me di Reiki e di suo padre, ricoverato lì da alcune settimane e già operato alla testa per un tumore purtroppo con metastasi, anche se lui non lo sa. Per tale motivo dopo averle fornito i dettagli richiesti, ho effettuato un trattamento Reiki al paziente, evitando di entrare nello specifico della sua malattia, anche se abbiamo parlato sia prima che dopo la seduta. Per fortuna le notizie poco piacevoli non spettano a me, non so se sarei in grado di esporle e contemporaneamente essere professionalmente distaccata. L'uomo si è reso disponibile a provare il Reiki, forse anche per far contenta sua figlia, ma non importa, perchè per fortuna non è rimasto deluso, anzi! Non solo si è rilassato, gli è anche passato un dolore che aveva all'altezza di un rene. Tutti contenti quindi, sia paziente che parenti, che dire queste piccole grandi cose distraggono dai problemi di ogni giorno, chi dona si rende conto che in realtà non ha fatto solo del bene al prossimo, ma anche a sé stesso.
Prima di andare via Reiki ad un'altra infermiera che come la sua collega la settimana scorsa, aveva dolori alle braccia. Il loro lavoro oltre che impegnativo è anche faticoso, a volte si ritrovano a fare molti sforzi per sollevare i pazienti dal letto. Quando si renderanno conto anche in Italia che il Reiki deve essere disponibile negli ospedali sia per i pazienti che per il personale medico ed infermieristico? Spero presto, intanto invito ogni operatore Reiki a fare tutto ciò che è possibile nel proprio piccolo, per diffondere questa tecnica al fine di fargli conquistare il posto che merita, è per il bene di tutti, non dimentichiamolo. 
N.B. Il mio libro "Reiki il dono" edito dalla Om Edizioni, sulla mia esperienza di volontariato in ospedale, è facilmente reperibile. Chi vuole può prenotarlo negli stores online: Giardino dei Libri, Macrolibrarsi, Amazon ecc. Se vi recate alla vostra libreria preferita e non lo trovate, potete comunque ordinarlo.

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