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Sette anni in Tibet

 

Domani 2 marzo, ricorre un bell'anniversario: due anni di volontariato nel reparto di neurochirurgia del San Filippo Neri di Roma. Ogni volta che vado in ospedale accade sempre qualcosa di diverso dal solito. Può essere un paziente particolare, un'emozione inaspettata, un commento diverso dal solito, è stato così anche oggi.
La prima persona a ricevere Reiki è stata una donna che domani deve essere operata alla testa per un aneurisma. Molto curiosa di provare il Reiki, anche se non sapeva che esistesse un trattamento di benessere di questo tipo. Prima di iniziare la seduta mi ha confidato di aver difficoltà a rilassarsi, non smette mai di pensare, così ho cercato di tranquillizzarla. A fine seduta era veramente rilassata, ha sentito calore ovunque, ma in particolare sullo stomaco e sulla testa. Quando le ho chiesto com'è andata con i pensieri, mi ha risposto: "Benissimo, con la musica che mi ha fatto ascoltare, mi sono rilassata ed ho rivisto mentalmente il film -Sette Anni in Tibet-". Che dire, la prossima volta farò pagare il biglietto del cinema, ho trovato questa cosa decisamente esilarante!
Il secondo paziente è stato un uomo, che deve operarsi tra due giorni alla colonna vertebrale, si tratta di un intervento piuttosto lungo, quindi sarà il primo della giornata. Ha gradito molto il Reiki e tornato in stanza ha espresso il suo parere sul trattamento al compagno di stanza, al quale era già stato proposto poco prima il trattamento.
Quest'ultimo mi era sembrato poco convinto inizialmente, ma dopo aver sentito il suo compagno di stanza, mi ha seguita volentieri lasciando il pc sul quale stava lavorando. Anche io durante la mia degenza ospedaliera in quello stesso reparto mi ero fatta portare il notebook, non per lavoro, ma per compagnia. Tanti amici mi sono stati vicini in quelle tre settimane di degenza, e pure se ho passato lì mio compleanno non mi è pesato. Non mi sono mai sentita sola, anche per merito della connessione continua con il mondo esterno, facilitata dal collegamento ad internet.
L'uomo è già stato operato per un'ernia, stava piuttosto bene fisicamente, ma aveva sicuramente bisogno di lasciare da parte, almeno per un pò, tutte le preoccupazioni di ogni giorno. A termine della seduta, mi ha detto di essersi rilassato molto e di aver allontanato i pensieri. Spesso le persone mi raccontano che durante il trattamento Reiki riescono a staccare la spina, ma a differenza di qualsiasi altro paziente che ha ricevuto Reiki da me, l'uomo non percepito il calore. Sono rimasta stupita, ma in fin dei conti non importa a mio avviso cosa si senta. Ciò che conta è il risultato, ed anche con lui c'è stato.

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