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Benessere per tutti

Unico articolo per riassumere i due pomeriggi di volontariato Reiki in ospedale per questa settimana.

Data la festività infrasettimanale il reparto è un pò fermo. Ieri non ho trovato nuovi pazienti, tranne due che non hanno voluto provare il Reiki, entrambi devono essere operati oggi. La caposala quindi ne ha approfittato per chiedermi un trattamento, ogni tanto se lo merita è una persona molto  dedita al lavoro. In ospedale c'è sempre tanto da fare, a mio avviso il personale medico ed infermieristico dovrebbe poter ricevere Reiki regolarmente, abbasserebbe il livello di stress, a vantaggio personale e dei pazienti. 

Subito dopo è stato il turno di una donna ricoverata da molto tempo per problemi di infezione post intervento alla schiena. Fino ad ora non ha potuto ricevere Reiki in quanto per lei non era possibile alzarsi dal letto. Finalmente ora può alzarsi, anche se cammina poco, ciò nonostante ha potuto ricevere Reiki scegliendo il trattamento veloce da seduta per evitare movimenti errati o problematici sul lettino. Anche se il trattamento veloce è più breve la donna si è comunque rilassata, sentendo molto calore e notando anche un beneficio alla testa (soffre di emicranie da tempo) e alle ginocchia, altro punto dolente.

Avevo tempo anche per il paziente che ogni tanto riceve Reiki che è lì da settimane anche lui per l'infezione post operatoria, ma era letteralmente circondato da parenti, venuti a trovarlo anche dall'estero e a malincuore ha dovuto rifiutare.

Prima di andare via ho salutato l'uomo che era stato operato per un neurinoma la settimana scorsa e che aveva ricevuto Reiki il giorno prima dell'intervento. Stava bene, ma non ha potuto ricevere Reiki in quanto era in attesa di essere chiamato per una risonanza magnetica di controllo.

Oggi invece trattamento bis alla donna con problemi di infezione post intervento. Trattamento veloce come ieri, a differenza di ieri la paziente ha percepito un maggiore benessere generale in particolare alla testa ed alle ginocchia rispetto a ieri.

La seconda persona di oggi a ricevere energia è stato un uomo già operato alla schiena e compagno di stanza del paziente operato di neurinoma la settimana scorsa. Si era auspicato che il trattamento gli facesse diminuire il dolore, ma si è solo allentata la tensione sulla parte. In compenso però si è rilassato molto, non credo però che lo troverò in reparto la settimana prossima. Oggi era in uscita il suo compagno di stanza, l'ho visto prima che andasse via, era in forma anche meglio di ieri. L'atteggiamento positivo è fondamentale in questi casi, e lui sin dall'inizio ha affrontato tutto nel migliore dei modi.

Il terzo paziente a ricevere Reiki è stato l'uomo che ieri era circondato da parenti, in verità c'erano anche oggi, ma visto che è particolarmente favorevole ai trattamenti energetici, li ha lasciati per seguirmi. Ha preferito però fare il trattamento veloce, in quanto a fine settimana scorsa gli hanno messo una scatola che raccoglie lo spurgo dell'infezione, il dolore è ancora forte e si muove ancora con difficoltà.

Visto che due dei tre trattamenti di oggi erano più brevi, c'è stato tempo per dare Reiki  anche all'infermiere Alessandro, che appena può, compatibilmente con il lavoro da svolgere ed i pazienti che hanno sempre la precedenza con il Reiki, si inserisce nella lista di chi vuole ricevere energia. E' uno degli infermieri più sensibile all'energia, è molto ricettivo e proprio oggi la caposala gli ha detto: perchè non diventi reikista pure tu, visto che sei portato? Sempre parlando della caposala c'è stato un altro momento particolare in sala medici. Era venuto in reparto un cardiologo per un consulto su una paziente (la donna a cui ho dato Reiki per prima oggi) io ero nella stessa stanza in attesa che mi si dicesse  chi potevo trattare, la caposala ha detto con orgoglio al medico "lo sa che noi qui abbiamo il Reiki?" e lui "si lo so, e fate proprio bene, è un'ottima cosa!".

Spero proprio che tanti medici arriveranno a pensarla come lui, per il Reiki sarà più facile farsi strada. In corsia, c'è bisogno di benessere oltre che di cure mediche quando ci si trova in ospedale, come diceva il "medico clown" Patch Adams "Se si cura una malattia si vince o si perde, se si cura una persona, vi garantisco che in quel caso, si vince qualunque esito abbia la terapia." Ed io ci credo con tutta me stessa.

 

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