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La fila si allunga...

Parecchio movimento in reparto oggi pomeriggio in neurochirurgia. Ho visto anche diversi medici in giro, solitamente si vedono di più la mattina. Per quanto riguarda i pazienti, tre trattamenti anche oggi, anche se ci sarebbe stato un quarto, ovvero l'uomo che era rientrato la settimana scorsa per via di una infezione post intervento, tempo però non ne avevo. La caposala che la settimana scorsa si era prenotata per oggi,  in realtà si è ritrovata oberata di lavoro, quindi ha dovuto rimandare. C'era anche un altro infermiere che aspetta Reiki già da un paio di settimane, ma quando sono arrivata stava per finire il turno. Una cosa è certa: quando vado per il Reiki in ospedale,  non ho tempo per girare i pollici, la fila è sempre più lunga...

Ed ora veniamo alle persone che oggi hanno ricevuto Reiki: la prima signora è stata una donna al terzo intervento alla schiena, in passato si trattava di ernie del disco, ma ora deve fare una stabilizzazione della colonna. Sarà operata domani, era un pò tesa e anche scettica sul Reiki, non aveva mai sentito parlare di questa tecnica. Comunque ha accettato, visto che le è stato consigliato da due infermiere che conosceva già in precedenza. Alla fine del trattamento mi ha detto: "beh non credevo che potesse funzionare, ma mi sono veramente rilassata". Visto che questa settimana torno in ospedale dopodomani, la paziente potrà fare un trattamento bis post intervento, si è già prenotata.

La seconda donna che si è sottoposta al trattamento è stata una signora anziana, era in compagnia di parenti quando sono entrata nella sua stanza. Il figlio mi aveva detto che aveva chiesto Reiki per sua madre la settimana scorsa, ma alla fine non aveva fatto in tempo ad entrare nella lista delle tre persone che riesco ad accontentare ogni volta che vado lì. La signora era già stata operata alla testa,  era anche tornata a casa, ma è rientrata in ospedale per via di uno stato febbrile di cui ancora non si è scoperta la causa.  Anche la donna è rimasta soddisfatta del trattamento, era un pochino tesa ma si è calmata, mi ha ringraziata più volte. Fuori la stanza per il Reiki l'aspettava il figlio, ben felice anche lui di scoprire che l'energia aveva fatto bene a sua madre. L'uomo aveva sentito parlare già del Reiki, ma voleva saperne di più, così gli ho indicato il mio sito internet, dove può trovare informazioni sulla tecnica, articoli ed interviste audio.

Ormai di esperienza Reiki in ospedale ne ho tantissima, ma fino ad ora non mi era mai capitato di dover dare energia a qualcuno che dopo l'intervento presentasse evidenti difficoltà legate alle funzioni cognitive. La paziente capiva poco e nulla, ma ha intuito che l'infermiera le stava indicando di venire con me perchè le avrebbe fatto bene. Sul corridoio ha inciampato e rischiato di cadere, volevo prenderla sotto braccio ma non ha voluto, era quasi stizzita, per lei ero una perfetta estranea. Ovviamente le ho spiegato poco e nulla sulla tecnica, le ho detto soltanto che dopo essersi stesa sul lettino, le avrei poggiato le mani su varie parti del corpo con lo scopo di farla rilassare. Quando è stato il momento di chiederle di girarsi a pancia sotto, la donna non capiva, credo che abbia perso gran parte del vocabolario personale, avrà sicuramente bisogno della logopedista. Comunque sono riuscita a farmi capire mimando personalmente la posizione, così si è voltata. Mentre le davo Reiki, mi sono detta "sarà difficile che la donna possa dirmi cosa ha sentito durante il trattamento, ci provo lo stesso però, chissà...". Alla fine del trattamento timidamente e senza alcuna aspettativa,  le ho chiesto se le era piaciuto. Incredibilmente la donna ha saputo dirmi (ovviamente con un linguaggio piuttosto elementare) che non si era mai sentita così bene ultimamente e che si era stupita per essere riuscita a cambiare posizione, non faceva altro che ripetere che era molto bello. Quando è giunto il momento di riportarla in stanza ho provato a prenderla sotto braccio, stavolta con un bel sorriso si è fatta avvicinare ed accompagnare, mi ha fatto molto piacere.

Davanti alla porta della stanza della donna ho visto una delle infermiere, mi parlava di cose personali, ma mentre conversavamo, ha notato che la paziente camminava più dritta, chissà quanto potrebbe migliorare con un ciclo di trattamenti completi. Prima o poi arriverà il momento in cui i medici si renderanno conto che le tecniche energetiche aiutano moltissimo, ci credo veramente e sono felice di poter contribuire nel mio piccolo a far si che questa cosa accada.

 

 

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