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Si può sempre cambiare idea...

 
Ieri pomeriggio trattamento Reiki a due pazienti: un uomo ed una donna.
L'uomo avrebbe dovuto operarsi proprio ieri pomeriggio, non gli avevano dato il pranzo, ma lui ha mangiato dei crackers che aveva nel cassetto, quindi hanno dovuto rimandare l'intervento ad oggi pomeriggio. Il paziente mi ha detto che era veramente in ansia, in genere è ansioso di suo, ma ieri si era aggiunta anche l'apprensione  per via dell'intervento rimandato. Il paziente si è sottoposto volentieri ad un trattamento Reiki, ed ha fatto bene, perchè la sensazione di calore unito al benessere percepito, lo hanno rilassato moltissimo. E' così entusiasta di questo genere di trattamento energetico che vuole continuare anche quando sarà uscito dall'ospedale. Lo dico sempre "niente accade per caso", l'aver rimandato l'intervento ha dato l'opportunità al paziente di poter usufruire del trattamento Reiki, e di trarne un beneficio inaspettato.
Subito dopo ho donato Reiki ad una donna anziana, decisamente sintonizzata sul negativo. Ho cominciato a spiegarle in maniera molto semplicemente cosa fosse il Reiki, improvvisamente sul suo viso  ho notato un sorrisetto appena accennato, ma chiaramente sarcastico, era come se dicesse (ve lo scrivo in romanesco che rende meglio) "Ma che te stai a inventà?".
Ovviamente ho fatto finta di non capire, tanto lo so che alla fine si ricredono tutti, preferisco passare sempre ai fatti, quindi ai trattamenti... Alla fine la signora ha sfoderato un bellissimo sorriso, era rilassatissima e mi ha detto di aver percepito l'energia sotto forma di calore speciamente alla testa (giorni prima infatti le avevano fatto un intervento per un aneurisma) e anche alla schiena, soprattutto alla cervicale. Prima di alzarsi dal lettino la donna mi ha ringraziata ancora, mi ha preso le mani e me ne ha baciata una. Questa è decisamente la prima volta che qualcuno mi bacia le mani per ringraziarmi dell'energia donata. Ultimamente mi capitano sempre più di sovente cose mai verificate prima, eppure di esperienza in ospedale come volontaria ne ho fatta veramente tanta!!!
Visto che non c'era nessun altro interessato a ricevere Reiki, sono andata via pochi minuti prima del solito, e mentre stava arrivando il treno mi ha squillato il telefono, era il paziente che avevo trattato per primo. Non ho fatto a tempo a rispondere, così ci siamo scambiati dei messaggi: mi scriveva che c'era un suo vicino di letto che voleva provare il trattamento Reiki. L'uomo era appena entrato in reparto ed oggi sarebbe stato operato. Ormai ero già lontana, non potevo tornare indietro così ho dovuto dire di no, beh anche questa cosa non mi era ancora capitata, ora in reparto mi cercano pure quando non sono più in ospedale...
Oggi soltanto un trattamento Reiki ad una donna che aveva rifiutato già due o tre volte, per un motivo o per un altro, sia prima che dopo l'intervento. Non so per quale motivo, ma la caposala ha voluto riproporglielo anche oggi, io comunque le ho sempre detto che non bisogna insistere più di tanto, il Reiki non può e non deve essere una forzatura. La caposala ci tiene molto ai pazienti, le dispiace anche un pò quando  rifiutano i trattamenti Reiki, forse ci tiene particolarmente a questa signora, o magari lo ha fatto per me. Mi ripetono spesso che ormai sono diventata di famiglia tra il personale di reparto, e sono contenti se mi vedono distribuire benessere con i trattamenti, insomma è proprio come se fossi "di casa" . Stavolta però la donna le ha risposto: "beh mi sono rifiutata più volte, stavolta non posso dire di no.." Appena la signora mi è stata presentata, le ho detto "vedrà signora non se ne pentirà". E così è stato, ne ha tratto beneficio soprattutto sulla testa, dove ha assorbito molta energia, di frequente soffre di forti mal di testa, e non a caso è stata operata al trigemino. Ho percepito inoltre che all'altezza dello stomaco la donna ha assorbito molta energia, ed anche lei ha confermato che, spesso dopo aver mangiato,  si sente appesantita e gonfia sulla parte. Quando è tornata in stanza camminava anche meglio, e mi ha ringraziata più volte.
A conferma di quanto scritto in questo articolo sul fatto di "essere di casa" in reparto, oggi uno dei neurochirurghi al quale ho dato Reiki qualche tempo fa,  mi ha detto "qualcuno due o tre giorni fa ha dimenticato un paio di occhiali in sala riunioni (dove effettuo i trattamenti n.d.r.) per caso li ha dimenticati uno dei suoi pazienti?". L'ha detto con naturalezza, senza rendersi conto che in realtà le persone a cui dò Reiki in realtà non sono miei pazienti, ma i  loro. Questo si che è veramente essere di casa... Io è vero non sono una dottoressa,  non impartisco terapie, ma di certo mi prendo cura dei pazienti donando benessere, un piccolo grande dono che fa molto bene anche a me...
Anche per questa settimana è tutto, aggiungo solo una piccola cosa che ogni tanto va ripetuta: W IL REIKI !!!

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