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Come mia sorella

 

A differenza di ieri tutte le persone a cui dare Reiki oggi, mi sono state indicate dalla caposala.
Ho iniziato il pomeriggio dando energia ad una donna che deve essere operata alla colonna vertebrale. Anni fa aveva già affrontato un intervento simile, ma l'osteoporosi con gli anni ha vanificato quanto ottenuto. Ha gradito moltissimo il trattamento, quando le ho dato Reiki alla testa, la donna ha percepito una piacevole sensazione di leggerezza.
Seconda persona a ricevere Reiki, un uomo dell'est che parlava poco italiano. Alla fine del trattamento non è riuscito a dire molto, ha comunque apprezzato il calore piacevole delle mani in particolare sulla testa e sulla zona operata, anche lui la colonna vertebrale.
Terzo trattamento ad un uomo operato due giorni fa per ernia del disco, è arrivato al suo quinto intervento. Ha potuto ricevere energia soltanto da seduto, purtroppo non stava neanche troppo comodo. Non ha avuto sensazioni particolari a parte il calore, quando si è rialzato dalla sedia l'intensità del dolore sulla parte operata era comunque la stessa, ma anche se per solo qualche istante è riuscito a stare in equilibrio, senza appoggiarsi al deambulatore.
Tra i giovani che stanno praticando tirocinio in reparto c'era un ragazzo che aveva provato tempo fa, un trattamento sonoro con le campane tibetane. Non conosce il Reiki ed ha chiesto alla caposala se fosse stato possibile provare per ampliare le proprie conoscenze. Visto che oggi potevo trattenermi qualche minuto in più del solito, gli ho fatto un trattamento completo anche se piuttosto breve. L'allievo infermiere ha apprezzato molto l'energia ricevuta, si è rilassato ha percepito calore soprattutto dove ne aveva più bisogno. Ha intenzione di approfondire la conoscenza delle tecniche energetiche, magari prima o poi frequenterà un corso di Reiki di primo livello.
Prima di andare via ho incontrato in corridoio la simpatica donna a cui avevo fatto il trattamento ad inizio pomeriggio. Mi diceva che anche sua sorella si chiamava Angela, e guardacaso come me, si arrabbiava quando la chiamava Angelina. In effetti è un diminuitivo forse simpatico ed affettuoso per qualcuno, ma per me è bruttino. Con gli anni sono diventata più tollerante, di tanto in tanto quando mi chiamano ancora così, sopporto e faccio finta di nulla. Amici siete avvisati, improvvisamente potrei cambiare idea ahahaha.

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