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Reiki e cristalli

Penultimo giorno di volontariato per il 2017 ed anche oggi tre trattamenti Reiki: due donne ed un uomo.
Primo trattamento alla donna che la settimana scorsa ha ricevuto Reiki per due giorni consecutivi, il secondo dei quali era lo stesso pomeriggio prima dell'intervento di cranioplastica. Anche oggi il trattamento le ha allentato la tensione alla cervicale ed ha diminuito il dolore post operatorio alla testa. Al termine del trattamento la donna ha notato che portavo una pietra al collo, così mi ha domandato se avesse qualche significato particolare. E' stato un ottimo spunto per parlare di​ cristalli ed il loro uso in campo energetico​. Le ho detto che gli elementi che distinguono i cristalli sono: il colore, la formazione litogenetica, la composizione e la classe. La fusione di più fattori rende le gemme preziose per il nostro benessere psico-fisico. La cristalloterapia ci aiuta a raggiungere il benessere, quindi unito al Reiki ne potenzia gli effetti. Anche la cristalloterapia però, come il Reiki, non può essere considerata una medicina alternativa, perché non può sostituire una terapia farmacologica. Il nostro equilibrio energetico comunque sia è molto importante, eventuali blocchi devono essere rimossi il più velocemente possibile, allo scopo di mantenere il nostro stato di buona salute. Nel caso in cui il blocco energetico si sia già trasformato in malattia, armonizzare le energie ci permette di tornare in equilibrio. Attraverso trattamenti Reiki e l'uso di cristalli, questo è possibile e raggiungere l'equilibrio aiuta ad assimilare in maniera più equilibrata ed efficace le cure mediche del caso.​
Secondo trattamento a Maria Antonietta che due settimane fa mi aveva rilasciato un'intervista audio pubblicata su Onda Reiki. È ancora lì per il solito problema, perde liquor celebrale dal naso. Credo che sia arrivata al quinto, se non addirittura al sesto trattamento Reiki, era un pò giù di morale, non sa ancora quando la fanno uscire.
L'ultima seduta di Reiki ad un giovane uomo che domani deve essere operato per un'ernia del disco. Conosceva già la pranoterapia, ma per lui il Reiki è stata una vera scoperta. Non solo si è rilassato, ma durante il trattamento si era addirittura dimenticato di essere in ospedale. ​A chiusura di ogni trattamento effettuo sempre un triplice accarezzamento dell'aura​, la cosa è stata avvertita in modo molto particolare dal paziente. Mi ha riferito che al passaggio delle mani (le tengo a circa dieci centimetri dal corpo) ha percepito la variazione di pressione, cosa che però non ha notato ad inizio trattamento, quando invece effettuo una triplice pulizia dell'aura. Strano, no?
Probabilmente domani anche la caposala si concederà un po' di relax con il Reiki, lo aveva già accennato la settimana scorsa.

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