Che Dio ti benedica...

Ultima settimana di volontariato prima della pausa del mese di agosto. Due trattamenti Reiki a due uomini entrambi della stessa stanza.
Il primo un educato e gentilissimo paziente di colore che non parlava bene italiano, ma ci siamo capiti comunque. Prima di portarlo con me nella stanza dove effettuo le sedute,  mi sono soffermata a parlare sia con i pazienti che i parenti presenti in quella stanza. Mentre parlavo del Reiki con il mio solito sfrenato entusiasmo,  il paziente del letto di fronte ha manifestato l'intenzione di ricevere Reiki subito dopo il suo compagno di stanza.
L'uomo che ha ricevuto Reiki per primo deve essere operato alla testa, non ho capito bene di cosa vista la difficoltà linguistica, ma è qualcosa che si porta dietro fin da bambino e che ora è meglio risolvere visti i frequenti mal di testa. Il paziente si è rilassato così tanto da riuscire addirittura ad addormentarsi. Alla fine mi ha detto di aver apprezzato molto il calore delle mani e vuole fare un bis domani nel caso non venisse operato. Oltre i ringraziamenti mi ha anche detto "Dio ti benedica", bello vero? Queste sono cose che fanno bene al cuore al di là dei credo religiosi, in quel momento quando ricevi una benedizione per ciò che fai, riesci facilmente a sentirti una persona vera ed utile.
Subito dopo è stato il turno dell'uomo che si era prenotato prima. Quest'ultimo è già stato operato alla schiena e dopo aver chiesto al compagno di stanza se gli era piaciuto il trattamento, mi ha seguita con più convinzione di prima. Non si sentiva sicuro di camminare da solo così ha preso il deambulatore. Alla fine del trattamento era entusiasta e soltanto a questo punto mi ha detto di essere un medico di base proveniente da Taranto. Ha sentito il calore un po' ovunque e si sentiva bene. Dopo una breve chiacchierata si è alzato dal lettino,  mi ha ringraziata e salutata. Uscito dalla stanza mi è toccato richiamarlo,  aveva dimenticato il deambulatore, segno che stava decisamente meglio. Tornato in stanza ha parlato benissimo del Reiki con sua moglie e con gli altri presenti. Domani forse verrà dimesso,  ma nel caso non uscisse, sono certa che anche lui chiederà un Reiki bis.
Come ho scritto nell'articolo della settimana scorsa,  sto organizzando un workshop per operatori Reiki ​durante il quale possono essere acquisite importanti informazioni, utili per dare Reiki alle persone sofferenti entrando in empatia con essi ed infondendo coraggio,​ permettendo loro tra l'altro, di affrontare meglio le terapie mediche. Per chi non lo avesse ancora letto,  questo il link: http://www.microportale.net/reiki/510-il-reiki-ai-malati.

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