Se non torno chiamate i soccorsi...

 

Per mancanza di tempo questa settimana unico articolo, ieri tre trattamenti Reiki ed oggi altri tre.
In reparto ho trovato di nuovo Lidia, al suo quarto ricovero. Due anni fa è stata operata alla testa e ha ricevuto Reiki anche a distanza per l'intervento. Ho ringraziato allora e ringrazio anche ora tutti coloro che mi hanno aiutata a far si che la ragazza si trovasse nelle migliori condizioni per affrontare l'intervento. Questa volta si tratta di accertamenti che avrebbe dovuto fare a breve ma che sono stati anticipati, starà lì pochi giorni. Lidia apprezza moltissimo il Reiki, così anche ieri mi ha chiesto un trattamento, ormai il numero di sedute non si contano più. Credo proprio che sia la paziente ad aver ricevuto più Reiki di tutti in reparto, ogni volta è una gioia per entrambe. Alla sua vicina di letto sarebbe piaciuto provare il Reiki, ma era già pronta per entrare in sala operatoria.
Altro trattamento Reiki ad un uomo, già operato alla colonna vertebrale. Anche se scettico, ha voluto provare questa tecnica, scherzosamente ha detto ai suo compagni di stanza mentre si allontanava in mia compagnia "se non torno entro poco, chiamate i soccorsi" . Come solitamente dico agli scettici provare non costa nulla, e al massimo non si hanno risultati, ci si è solo riposati per un pò sul lettino, ascoltando musica rilassante. L'uomo non ha avuto miglioramenti sul dolore diffuso (ha ricevuto negli anni diverse operazioni un pò su tutto il corpo) ma si è comunque rilassato ed è stato felice di aver provato.
Terzo trattamento di eri ad un suo compagno di stanza, inizialmente ha detto no, ma poi ha accettato, mi è sembrato poco convinto, comunque mi ha dato fiducia. Si tratta di un fisioterapista, l'uomo è già stato operato tempo fa alla testa, ed ora devono mettergli una protesi per sistemare anche la questione estetica, l'intervento è previsto per domani. Al termine della seduta gli ho chiesto cosa avesse sentito: inizialmente ha detto "nulla" poi parlando è emerso che il calore lo ha sentito ovunque e  si sentiva bene. A volte diciamo di non sentire nulla, ma in verità spesso non ci ascoltiamo, altrimenti diremmo subito cosa abbiamo provato e come ci sentiamo al momento.
Quest'oggi dopo un veloce saluto a Lidia che era in compagnia del papà, ho di nuovo dato Reiki all'uomo che ieri scherzava sul fatto di "sopravvivere" alla seduta di Reiki. Ne aveva parlato anche con il figlio che lavora in un altro ospedale. Come spesso accade al secondo trattamento di Reiki ci si rilassa di più, si conosce già la tecnica e non si teme che accada qualcosa di insolito. Quest'oggi il paziente era così tranquillo ed a proprio agio che si è anche addormentato durante il trattamento. Ovviamente proprio perchè dormiva non ha saputo dirmi dove ha sentito di più l'energia, ma stava bene ed è questo ciò che conta.
Secondo trattamento ad un uomo, che come quello di ieri inizialmente ha detto no, ma ci ha ripensato praticamente subito. Domani sarà operato alla cervicale, da uno dei neurochirurghi che ha provato il Reiki qualche tempo fa. Anche lui fisioterapista ed addirittura operatore Shiatsu,  aveva familiarità con le energie. Anche con lui tutto bene, alla fine ci siamo soffermati qualche minuto per parlare degli ospedali e della necessità di portare nei reparti tecniche alternative che si prendano cura della persona, mentre il medico impartisce le terapie.
Terzo trattamento ad una donna, compagna di stanza di Lidia. E' proprio la paziente che è stata operata ieri pomeriggio alla colonna vertebrale, era contentissima di porter ricevere Reiki. Per evitare di fare movimenti che avrebbero potuto recarle danno, ho preferito darle Reiki da seduta. Un trattamento breve, ma comunque intenso e molto apprezzato dalla donna che tra l'altro lavora come infermiera in una località del Lazio non molto lontana da Roma.

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