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Un altro po?

​Ultimo giorno di volontariato prima delle feste natalizie. Da subito una bella notizia: la donna che ieri aveva ricevuto Reiki e che già conosceva la tecnica era raggiante, prizzava letteralmente felicità da tutti i pori. L'avevano messa in uscita, ma prima di andare via, mi ha promesso che ci sentiremo quanto prima.

Appena entrata in sala medici per chiedere alla caposala chi era candidato per ricevere Reiki, si è subito proposta la dottoressa Tonelli. La neurochirurgo aveva già operato stamattina, e doveva tornare in sala operatoria anche nel pomeriggio per un breve intervento di ernia del disco. Non vedeva l'ora di ricevere un nuovo trattamento Reiki, anche per rigenerarsi un pò prima di tornare ad operare, ovviamente le ho detto subito di si. Con questo trattamento siamo arrivati al quarto,  al termine della seduta mi ha rilasciato un'intervista che pubblicherò sulla mia web Radio "Onda Reiki" nei prossimi giorni. 

Subito dopo altri due trattamenti Reiki a due donne tutte e due della stessa stanza. La prima, una giovane donna che deve essere ancora operata, ha gradito così tanto il trattamento che alla fine ha detto: "Un altro po'?".  Non solo si era rilassata, ma le era anche passato il mal di testa. Si sentiva così bene che ha anche aggiunto "durante il trattamento me ne sono andata da un'altra parte" segno che aveva proprio staccato la spina. 
Che dire, vorrei fare molto di più in reparto, ma non mi è permesso portare altre persone per aiutarmi, spero tanto che prima o poi il Reiki entri da protagonista in tutti gli ospedali italiani, c'è veramente bisogno di sentirsi bene.
Ultima in ordine di tempo per i trattamenti di oggi (e dell'anno) è stata una donna che è già stata operata per ernia del disco. Per via della ferita non ha potuto stendersi sul lettino (decisamente più duro che un materasso) quindi ha ricevuto un trattamento Reiki veloce da seduta. La donna, nonostante l'intervento sia andato bene, era ancora in ansia, non è riuscita a calmarsi del tutto, ma l'energia l'ha sentita. Oltre al calore ha anche percepito vibrazioni e formicolio, inoltre parlando abbiamo anche ipotizzato che la donna sia una pranoterapeuta naturale (ha molto spesso le mani caldissime). Magari da oggi, dopo l'esperienza del Reiki, riuscirà a usare le sue mani in maniera consapevole, non solo per scaldare le manine dei suoi nipotini.
Prima di andare via baci e abbracci ai tre infermieri di turno, li ho incaricati di salutarmi il resto della troupe. A gennaio 2017 si ricomincia!

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