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Reiki

Anche oggi pomeriggio tre trattamenti Reiki in ospedale: un uomo, una donna ed infine la caposala.

Il paziente uomo è già stato operato per una stabilizzazione della colonna vertebrale, ha accettato volentieri di ricevere Reiki. Non conosceva questa tecnica, ma ha avuto molti benefici anni fa con un ciclo di trattamenti di pranoterapia, con il quale ha risolto dei problemi ad una gamba. Ho colto l'occasione per spiegargli la differenza tra la pranoterapia e il Reiki: nella prima l'operatore ha energia in eccesso e la cede alla persona interessata, con i trattamenti che offro io in reparto invece il reikista impara ad attingere all'Energia Universale e diventa un canale,  senza scaricarsi. L'uomo a fine trattamento mi ha detto che ha sentito molto calore soprattutto sulla testa ed ha aggiunto che il pranoterapeuta non aveva le mani così calde. Gli ho fatto notare comunque che se i trattamenti di pranoterapia gli hanno fatto bene, significa che l'energia passa lo stesso, anche a me a volte le mani si scaldano meno, ma il Reiki che si riceve è identico: come sempre è il risultato che conta.

Prima di trattare la paziente donna che deve essere operata domani alla testa,  sono passata in sala medici. Lì ho incontrato quello che io chiamo (per evitare di scrivere il nome negli articoli) il neurochirurgo n° 3, al quale ho detto di aver appena finito di dare Reiki ad un suo paziente. Il medico mi ha sorriso ed ha ringraziato mentre si allontanava, la gratitudine fa bene al cuore, sempre e comunque.

La donna che deve essere operata alla testa non conosceva alcuna tecnica energetica, ma si è fidata subito di me, questo l'ha facilitata nel rilassamento, e conseguente ha accolto più energia. Quasi non aveva più voglia di alzarsi dal lettino, non faceva che ripetere quanto si sentisse bene.

Poi è stato il turno della caposala, che oggi era particolarmente stanca, se non ricordo male questo è il quarto o forse addirittura il quinto trattamento Reiki che riceve. Al termine del trattamento mi ha detto: "quasi quasi mi addormento qui, così domani mattina sono già sul posto per lavorare". Beh forse non avrebbe riposato comodamente sul lettino per tutta la notte, ma di certo un pisolino rigenerante fa benissimo dopo un trattamento energetico, provare per credere...

Mentre andavo via ho salutato un neurochirurgo, così ho approfittato per chiedergli: "dottore, ma prima o poi si farà fare un trattamento Reiki?" e lui "si certo, come no! Il problema è trovare il tempo, anche domani vado di corsa, rimango pochissimo in reparto, giusto il tempo per dare un'occhiata ad un paziente".

Mi sono detta tra me e me " fino ad ora ho dato Reiki solo a tre neurochirurghi, è da un pò che non ne coinvolgo altri, ora sembra sia arrivato il momento giusto, quindi a breve - AVANTI UN ALTRO!". Appena possibile il trattamento Reiki al neurochirugo (che già da ora chiamerò neurochirurgo n° 4) si farà, ovviamente metterò tutto per iscritto. Mi piace tenere informati tutti quelli che per un motivo o per un altro si interessano al Reiki. Interesse attivo con la pratica, o soltanto come fruitori dei trattamenti non ha importanza, l'importante è diffondere la conoscenza di questa stupenda tecnica energetica.