Dal treno in ospedale

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Reiki

 

Ieri come al solito sono salita sul treno per andare in ospedale. In quei tredici minuti  necessari per arrivare lì, ho chiacchierato con una ragazza, salita di corsa come un attimo prima che partisse. Anche lei come me prima del treno aveva preso la metropolitana alla stessa fermata dove la prendo io, così chiacchierando della destinazione che ci attendeva, le ho detto che stavo andando in ospedale. Come faccio sempre quando ne ho l'opportunità, parlo del Reiki con chiunque, anche la ragazza si è resa conto dal mio modo di raccontare le cose,  che ne sono entusiasta. L'ho invitata ad andare a visitare il mio sito internet per sapere di cosa si tratta, chissà se lo farà, io semino ovunque, poi c'è chi raccoglie e chi no, ma va bene lo stesso, io la mia parte l'ho fatta.

In reparto ho fatto solamente due trattamenti, alle stesse due persone del pomeriggio precedente, la donna che era stata operata di neurinoma dell'acustico e lo psicoterapeuta che era in attesa dell'esito di  accertamenti, per capire se è  necessario operarsi oppure no alla testa.

Tutti e due hanno gradito il trattamento, la donna di più del secondo trattamento, in quanto stava piuttosto bene pertanto si è rilassata con facilità per ricevere Reiki, a differenza del giorno precedente che era molto tesa e chiusa, quindi meno ricettiva.

Lo psicoterapeuta, si era sottoposto ad una Tac qualche ora prima, quindi non vedeva l'ora di prendere "energia buona", e così è stato. Spero che non abbia bisogno di nessun intervento, se così sarà, non avrò più occasione di vederlo la settimana prossima.

Visto che lo psicoterapeuta conosceva già il Reiki, ho chiesto ed ottenuto la possibilità di intervistarlo, ne è uscita fuori un'interessantissima conversazione che pubblicherò sulla mia web Radio Onda Reiki nei prossimi giorni. Per questa settimana è tutto...