Pazienti e parenti

Stampa
Reiki

Le mie esperienze in ospedale non smettono mai di stupirmi. Oggi sono arrivata un pochino prima del solito orario, e da subito ho capito che era una giornata di quelle in cui non mancano pazienti da trattare. Un infermiere mi ha detto: " Angela oggi praticamente tutti sono 'papabili' " -  beh di certo non posso trattare tutti visto che sono da sola, ma almeno ho la possibilità di poter donare Reiki a più persone,  e fare si che il viaggio in ospedale non sia stato inutile.

Come prima cosa sono andata dalla paziente pugliese operata la settimana scorsa e che ieri non avevo potuto trattare per mancanza di tempo. Purtroppo anche oggi è dolorante e debole, non ha voluto fare nemmeno dei movimenti con la fisiatra, così dopo averla incoraggiata un pò, sono andata da altre persone. Il primo paziente un uomo che deve essere operato alla colonna vertebrale, ha accettato molto volentieri di ricevere Reiki e ha apprezzato il trattamento, notando alla fine un buon benessere generale. Nel frattempo sapevo già che dovevo fare un trattamento ad una signora con la quale avevo parlato poco prima. Anche la donna ha problemi alla colonna, dovranno operarla per una stenosi, ha trovato così beneficio con in trattamento che alla fine ha detto: "Di già? Non si può ricominciare?" .

Ho riaccompagnato la donna dalla figlia che l'attendeva in una stanza chiamata da tutti "sala relax" in quanto ci sono sedie, divanetti e una tv a disposizione di pazienti e parenti, che hanno voglia di allontanarsi dalle stanze di degenza. Mentre la donna appena trattata, diceva a tutti quanto stava bene, una signora già operata ha voluto provare il Reiki incuriosita da quanto appena ascoltato dalla sua compagna di stanza. Vicino a lei c'era proprio  la figlia della signora che aveva appena ricevuto Reiki che mi diceva tra il serio ed il faceto "Ma i parenti, no? Mi metto un letto vicino a mia madre, così sono paziente anche io e lo fa pure a me!". La cosa divertente è che altri parenti in sala relax, mostravano interesse, probabilmente accompagnato anche da una piccola dose di invidia per qualcosa che loro non potevano provare.

La terza paziente, compagna di stanza della seconda donna trattata, mi ha seguita nella saletta dove effettuo i trattamenti, ma non ha potuto mettersi distesa per via della ferita dell'intrevento e della flebo che si portava dietro, quindi le ho donato Reiki da seduta. Le avevo anticipato che le avrebbe fatto sicuramente bene, ma che da distesa sarebbe stata meglio. Comunque sia alla fine del trattamento mi ha detto: "ha funzionato lo stesso, non credevo di ottenere questo risultato! Mi sono rilassata e il dolore alla ferita è decisamente diminuito".

Devo essere sincera, forse avrei anche avuto un pochino di tempo per il quarto trattamento, visto che ero arrivata in ospedale prima del solito, ma ero decisamente stanca, così non ho chiesto chi altro fosse interessato al Reiki, mi è dispiaciuto un pò, ma ogni tanto devo pensare un pochino anche a me.

Per questa settimana è tutto: la prossima settimana probabilmente tratterò anche una nuova infermiera che ancora non conosce questo genere di trattamenti. Nessuno sfugge da me e dal Reiki! Detta così sembra una minaccia, ma appena provano sono felicissimi di aver ceduto alla curiosità ed essersi concessi un pò di relax!