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Prima di arrivare in reparto ho incontrato un'infermiera che ha sostituito un collega per circa sette mesi. Contentissima di rivedermi, mi ha confidato di non riuscire a trovare il coraggio per venire a trovare il personale medico ed infermieristico, la nostalgia dei colleghi è grande, soffrirebbe troppo nel rivederli. Come non concordare con lei? In effetti chiunque entri in contatto con loro si sente accolto, compreso e curato, tutto ciò vale anche per i pazienti, non solo tra colleghi. Non smetterò mai di dire che è un reparto di eccellenza, un gioiello della Regione Lazio.
Oggi un trattamento bis alla donna operata alla testa, che ieri ha provato per la prima volta il Reiki, anche oggi portava un curioso turbante come fasciatura rigida, se la ferita non tira più fuori liquido, a breve potrà tornare a casa. Il Reiki di oggi è stato ancora più gradito, ha percepito maggiormente il calore e si è rilassata in maniera più evidente.
Secondo ed ultimo trattamento ad una donna dell'est che domani deve essere operata per un neurinoma del nervo acustico. Non conosce l'italiano, pertanto il figlio ha dovuto fare da interprete, sia prima che dopo la seduta di Reiki. Al termine del trattamento la donna mi ha abbracciata, non so cosa dicesse, ma si capiva che aveva gradito il calore delle mani. Quando siamo tornate dal figlio ho avuto conferma di quanto avevo intuito poco prima, anche lui e la moglie mi hanno ringraziata, in effetti la paziente non solo era più rilassata, ma anche più sorridente.