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Il secondo pomeriggio di volontariato di questa settimana, è stato spostato per motivi personali di 24 ore. Quest'oggi sono arrivata in ospedale un'ora prima del solito, ho avuto quindi la possibilità di fare quattro trattamenti Reiki, anziché i soliti tre.
Primo trattamento ad un ragazzo già operato alla testa, la mamma si è rivolta alla caposala per chiedere qualcosa che calmasse il figlio, così è stato proposto il Reiki. Il ragazzo non conosceva
assolutamente nulla riguardo qualsiasi tipo di trattamento energetico, ha voluto provare probabilmente solo per accontentare la mamma. In realtà il ragazzo, anche se non si è entusiasmato per quanto ricevuto, ha chiaramente detto di sentirsi bene ed anche un po rilassato.
Secondo trattamento ad una donna operata per una cranioplastica, a seguito di un intervento alla testa affrontato circa due anni fa. Al termine della seduta era felicissima, mi ha detto "è stato bellissimo!", quando mi dicono così... diventa bellissimo anche per me!
Terzo trattamento ad un uomo che domani deve essere operato alla cervicale, scettico, ma disponibile a provare. A fine trattamento mi ha riferito di non aver sentito nulla, ma continuando a fare domande ha ammesso di aver sentito un forte calore. Io avevo percepito una vibrazione alla gamba sinistra, così gli ho chiesto se avesse problemi in quella parte. Inizialmente ha detto di no, poi ha ammesso di avere di tanto in tanto, forti crampi al polpaccio. Il Reiki va dove serve, anche se l'uomo inizialmente sosteneva di no, l'energia ha fatto il suo lavoro.
Mentre ci salutavamo hanno bussato alla porta, era l'anestesista che doveva parlare proprio con il paziente che aveva appena ricevuto Reiki. La dottoressa è stata così gentile da non volerci interrompere prima, anche se era un po che stava aspettando. Mi ha fatto i complimenti per la mia opera di volontariato e quando le ho proposto di provare il Reiki ha detto subito di si. Dieci minuti di attesa per l'anamnesi con il paziente e poi l'anestesista è venuta da me.
Dopo una piacevole chiacchierata iniziale, durante la quale mi ha detto di essere scettica ma possibilista, ho iniziato il trattamento. Il primo commento della dottoressa al termine della seduta è stato sulle mie mani bollenti che le hanno trasmesso un piacevole calore su tutti i punti trattati. Ha vissuto il Reiki come una meditazione, perché rilassandosi, ha affermato, si entra in contatto con sé stessi, quindi l'ha ritenuta una buona cosa. L'ho invitata a leggere tutto ciò che scrivo riguardo al Reiki sul mio sito internet, mi ha assicurato che lo farà.
Proprio ieri ho trovato su internet un aforisma che recitava così: "Il regalo più prezioso che possiamo fare a qualcuno è la nostra attenzione.(Thic Nhat Hanh).
In effetti l'anestesista ha puntualizzato proprio su questo: a prescindere dall'effetto che si può ottenere con il Reiki, sentirsi accuditi (sia se si sta male o in perfetta salute) è comunque una buona cosa. Come non concordare con lei?
Mentre uscivo dal reparto per tornare a casa, ho visto la mamma del ragazzo. Mi ha ringraziata molto, inizialmente sembrava che avesse beneficiato superficialmente del Reiki, ma poi ha anche deciso di mangiare. Non so se facesse lo sciopero della fame per nervosismo o altro, ma se la mamma l'ha ritenuto un buon risultato, ne sono felice anche io.
Il 10 febbraio 2018 ci sarà a Roma, la seconda edizione del workshop "Il Reiki ai malati" per maggiori info seguire questo link: http://www.microportale.net/reiki/555-workshop-il-reiki-ai-malati-seconda-edizione. Questa edizione del workshop a Roma potrebbe essere l'ultima, in quanto non tutte le persone sono disposte ad affrontare un viaggio, prossimamente mi sposterò io a Como. Per prenotarsi è necessario contattarmi in privato entro e non oltre venerdì 02 febbraio, con ulteriore conferma telefonica. Per motivi organizzativi non saranno accettate prenotazioni oltre quella data, grazie