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Pomeriggio diverso dal solito in reparto tra una bella chiacchierata con personale medico ed infermieristico ed un trattamento extra.
Primo seduta di Reiki per una donna che portava un collarino, deve essere operata alla cervicale nella giornata di domani. A causa dei dolori e del collarino abbiamo optato per un trattamento veloce da seduta, ma dopo 3/4 minuti è stato necessario interrompere, non riusciva neanche a stare in quella posizione.
Ero arrivata in reparto con qualche minuto di anticipo, quindi vista la brevità del primo trattamento, da quel momento in poi è stato come ricominciare da zero.
Il primo vero trattamento in realtà è stato un extra o per meglio dire un'eccezione alla regola, ovvero ho dato Reiki alla moglie di un paziente, da tempo è li tutti i giorni per tutto il giorno. Era veramente giù, sia di energia che di morale, il marito non è più cosciente da una settimana. La donna in realtà ha il secondo livello di Reiki, ma non pratica da tempo neanche gli autotrattamenti. Le ho dato solo un Reiki veloce per non togliere tempo ai pazienti, poi le ho raccomandato di riprendere gli autotrattamenti, anche se non ha tempo può farseli di sera quando si mette a letto per dormire, spero con tutto il cuore che lo farà.
Secondo trattamento all'uomo che ieri aveva ricevuto Reiki veloce. Oggi stava decisamente meglio, mi ha seguita in stanza senza il deambulatore ed ha potuto ricevere il trattamento completo sul lettino. Ieri era entusiasta ed oggi lo era ancora di più, parlando di Reiki con la figlia ha saputo che anche lei è un operatore, pertanto avrà modo di ricevere altra energia quando tornerà a casa.
Sono andata poi in sala infermieri per chiedere chi potesse ricevere Reiki, c'erano anche due neurochirurghi ed il primario, in uno dei pochi momenti di pausa. Uno dei due neurochirurghi è nuovo del reparto, non ho ben capito se è un tirocinante o un dottore preso in prestito temporaneamente da un altro ospedale. È stato lui a rivolgersi a me, visto che nessuno ci aveva presentati, quando gli ho spiegato cosa faccio in reparto, è rimasto piacevolmente sorpreso. Credo proprio che se lo incontrerò di nuovo mi chiederà di provare il trattamento Reiki, si è autodefinito scettico ma aperto alle novità.
Terzo ed ultimo trattamento di oggi ad un uomo già operato alla schiena, compagno di stanza del paziente che lo aveva preceduto. Capita spesso in reparto di trovare pazienti che parlerebbero della loro malattia fin dagli albori di tutti i tempi, ormai ho imparato a spostare l'attenzione sul Reiki senza che se ne accorgano. Parlerò anche di questo durante il mio prossimo workshop. Anche per lui il Reiki è stato piacevole, quando ha ripreso il deambulatore per tornare in stanza, sentiva la schiena meno tesa ed i piedi più leggeri.
Saluti finali a medici ed infermieri che rivedrò con piacere la settimana prossima.
Il 10 febbraio 2018 ci sarà a Roma, la seconda edizione del workshop "Il Reiki ai malati" per maggiori info seguire questo link: http://www.microportale.net/reiki/555-workshop-il-reiki-ai-malati-seconda-edizione. Per prenotarsi è necessario contattarmi in privato il prima possibile, la sala non è molto grande.